Lettori fissi

venerdì 7 settembre 2012

Pensieri a sonagli.

E' successa una cosa strana, oggi. O per lo meno inaspettata, per me. Ero con il mio ragazzo. Lui è uno di quei ragazzi da fiaba. Quelli speciali. Quelli che tentano di esaudire ogni tuo desiderio, che ti stringono forte per farti sentire che ci sono, che ti baciano con passione, che ti accarezzano mentre ti addormenti. E' bello come il sole, e probabilmente lui lo è, il mio raggio di sole. E' luce nella mia tenebra. Insomma eravamo assieme oggi. Ad un certo punto, con la punta delle dita, mi sfiora la guancia e mi toglie dal viso una ciglia. Mi chiede di soffiarci sopra e di esprimere un desiderio, senza rivelarglielo. Io resto un attimo in silenzio, aspetto prima di soffiare. Comincio a pensare. Se davvero potessi esprimere un desiderio, cosa chiederei? Mi ruotano in testa varie opzioni. Università. Magrezza. La più banale e semplice "felicità". Sono in crisi, non so cosa domandare, non so cosa chiedere a questo Dio delle ciglia perdute. Il mio ragazzo mi guarda un paio di secondi e mi esorta a soffiare. In quel preciso istante, un milionesimo di secondo prima di soffiare, mi appare in testa un volto. Lui. Chiaro, deciso, spiazzante. Come sempre. Soffio via la ciglia dalle dita del mio ragazzo. No, tranquillo amore mio, non ti svelo il segreto.
Ecco, se anche cominciassi a scrivere ora e riempissi metri e metri di pagine virtuali con parole e frasi e racconti e aneddoti, se anche spremessi cuore, anima, cervello e membra, non saprei proprio come spiegarvi, chi è Lui. Lui è il mio passato. Lui è stato amore e dolore e dolcezza e tormento e ossessione e malattia e anni di vita assieme. E' stato lacrime, felicità, crisi di panico. E' stato avere il cuore così pieno da poter morire. E' stato il mio respiro. E' stato anche anoressia, in qualche modo.
Ora non è più nulla di tutto questo. Ora è occasionale pensiero. E' qualcosa di lontano. Sepolto in qualche remoto cassetto del mio ricordare. A volte non è nemmeno ricordo, comincia ad essere sbiadito. E' fumo. Impalpabile. Ora è un'immagine che appare prima di soffiar via una ciglia. Non so come mi sia venuto in mente così, su due piedi. Forse rappresenta soltanto qualcosa di perduto. Rappresenta quel frammento di me dimenticato. Calpestato. Qualcosa che in fondo mi piacerebbe ritrovare.
Non mi rammarico di aver svelato ciò a cui ho pensato in quel momento. Tanto io, nei desideri sussurrati sottovoce, nemmeno ci credo.
Lia

2 commenti:

  1. credo che ti sia venuta quell'immagine..
    proprio perchè è un desiderio inconscio che si è palesato di rendere vivo il ricordo di LUI..
    perchè se è passato se è stato dolore se è stato malattia..
    è una parte di te..
    e credo tu debba farci ancora i conti..
    è lì nel cassetto dell'anima..che..se lo tocchi può far male..lo puoi sentire..vivo..
    e come ogni parte ancora viva va vissuta incanalata..va assorbita..va infine celata.
    agli sguardi altrui..a una ferita che brucia..
    a una parola di troppo..
    basta una ciglia..una parola soffiata..
    e senti di conoscerti..di accarezzarti..
    ecco quella carezza alla ciglia era è per LUI..
    era è per..TE..

    ti bacio

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  2. Non so come tu faccia a scrivere così..mi fai venire i brividi..sei sfuggente ma penetrante..brillante e tormentata..grido d'espressione universale..sono con te, grazie per quello che mi lasci..ti stringo forte

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