Lettori fissi

venerdì 21 settembre 2012

Non c'è mica solo la felicità nella vita, c'è la vita

Tic tac tic tac tic tac. Il tempo passa, i miei obbiettivi restano lontani. Lontani, ma non irraggiungibili. Questo cronometro che continua a ticchettarmi nel cervello mi provoca emicranie insopportabili. Scandisce ogni millisecondo delle mie ore. Pesa su ogni minuto trascorso. Rende miserabili le miei giornate. Giornate insignificanti. Insignificanti perchè non sono giornate vissute a pieni polmoni. Sono solamente un mezzo. Infiniti mezzi. Lungo ognuno 24 ore. Sono momenti di attesa, dunque fastidiosi. Non so cosa aspettarmi. Non so se cambierà qualcosa, giunti alla fine di qesta preparazione. Se in qualche mese riucirò a tornare al mio peso forma, nessuno mi assicura che allora mi sentirò bene nella mia pelle. Vivo nell'attesa di qualcosa che non esiste. Però mi piace. Mi piace illudermi che dimagrire cambierà il mio modo di affrontare questo cosmo. Mi piace pensare di poter fare di più. E' come essere seme in potenza. Non sei, ma sai che potrai essere. Non hai, ma sai che potrai avere. Nessuno ti condanna ad una perpetua immobilità. Tu puoi. E questo è qualcosa di meraviglioso.

Il discorso che poi il potere resti tale, senza trasformarsi in qualcosa di tangibile, è un'altra storia. Una storia che, per il momento, non fa parte delle mie fantasie.

Ho abbandonato la naturopata, da brava impaziente e sfiduciata che sono. Non mi andava di svaligiare i reparti ortofrutticoli dei supermercati tutti i giorni, nutrirmi di vegetali nemmeno fossi davvero una vacca al pascolo e scendere mezzo kg ogni tre giorni, per poi riprenderlo a seconda delle fasi lunari (altre spiegazioni plausibli, non ce n'è). Così, da buona nevrotica, mi sono fatta la mia abbuffata, colma di frustrazione. Tra ieri e oggi ho smaltito quel che avevo riguadagnato. Inizialmente è stata depurazione, poi, siccome il digiuno non fa per me, ho cominciato la mia ipocalorica bilanciata. Così siamo giunti al nuovo peso da cui partire. A fine mese vi darò il totale dei kg persi, che spero aumentino di qui al 30.
Vi annuncio che, abbandonata miseramente la biofintadottoressa (nessuno snobbismo, ma senza laurea non si è dottori), ho già preso appuntamento da una dietologa come si deve. Le cose voglio farle per bene. Soprattutto, mi serve un adeguato sostegno, in modo da non ricadere nelle tentazioni. Sono una capricciosa? Ahimè, temo proprio di si. Ci impiegherò più tempo per smaltire i miei 10 kg? Senza dubbio. Ma sarà fatto a discapito di salute, energie, rendimento scolastico, amore? No, questa volta me lo impedisco.

Chicca finale per chi di voi è giunta finalmente al termine di questo post di routine, veramente noioso. Dal primo di ottobre cominciano i corsi, e io, che non ho più casa in sede universitaria, sarò una comune pendolare, proprio come ce ne sono tanti in questo mondo ingrato di studenti che si smazzano notte e dì. Proprio tanti. Forse troppi. Indovinate, tra questi troppi, chi mai potrebbe esserci? Naturalmente Lui (per breve delucidazione vedere post "Pensieri a sonagli"). Non lo sento da giugno. Non lo vedo da mesi. Non saprei con che tono parlargli. Nemmeno con che espressione guardarlo. Non saprei neanche che cosa pensare. Se non "Dio, ti prego, smaterializzami".

Un abbraccio a tutte voi che rientrate a casa, che vi preparate ad un fine settimana da urlo, a lotte intestine con genitoi invadenti, a litigi con amici/fratelli/fidanzati, a sorrisi pacificatori.
Io, stasera, cinema.
Con affetto, Lia

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