Sesto giorno di regime. Praticamente un record. Negi ultimi mesi era stato un susseguirsi di alti e bassi, senza un briciolo di coerenza di fondo, avevo perso il controllo di me. I sintomi dell'astinenza da zucchero sono fortunatamenti scesi. Mal di testa ormai quasi inesistenti, niente nausea o bruciori di stomaco. E' un sollievo che questa settimana si sia quasi conclusa. Innanzitutto mi sentivo ormai perduta, dopo mesi di finte diete e abbuffate punitve. Questa è la dimostrazione che volere è potere. E poi, diciamoci la verità, una settimana di frutta, verdure scondite e integratori, è decisamente disumana. Insomma, non dico che avrei preferito esser stata fatta prigioniera di guerra e ridotta a pane e acqua, ma quasi. Dio, il pane. Meglio non pensarci. Nella mia testa è l'eterna lotta. Io schierata da una parte, con il mio guardaroba invernale di taglie assortite tra la 38 e la 42 che ormai potrebbe essere utilizzato solo come combustibile per una stufetta, e il cibo. Tutto il cibo. Sogno il fallimento tutte le notti.
Questa volta però, ho deciso che andrà bene. Basta con l'autodistruzione, basta con la rabbia e l'insoddisfazione. I fattori determinanti nella riuscita sono a questo punto due:
1) la hippie mi fa spendere l'ira del signore in integratori, il che significa che gettare la spugna e rovinare il mio percorso sarebbe anche una sciocca perdita di denaro
2) i primi di ottobre ricomincia l'anno accademico, e io, senza troppi giri di parole, sono terrorizzata.
Terrorizzata di farmi vedere così. Terrorizzata perchè l'ultima volta che ho messo piede in quelle aule ero una me diversa. Ero LA me. La me osservata, giudicata, scrutata. La me che tutti si domandavano che cosa le fosse successo. La me fragile, piccola, con gli occhi grandi.
Ora invece sono la me fuori controllo. La me a disagio. La me che non ha nemmeno idea di come farà a farsi entrare un paio di pantaloni lunghi, alla prima giornata di freddo vero.
Per questo lavoro. Per questo mi impegno a fare tutto per bene, a non deludere più le mie aspettative. Io a ottobre, nei miei jeans ci voglio entrare.
Il 30 days shred prosegue. I primi giorni camminavo come una pinguina praticamente. Ora va molto meglio! Il dolore è praticamente passato, gli esercizi vengono meglio. Ma temo l'avvicinarsi del livello 2.
Riusciranno i nostri eroi ad arrivare al fondo di questa impresa? Noi tutti ci auguriamo di si.
Combattete per i vostri obbiettivi ragazze, combattete per avere ciò che più desiderate, ciò che vi renderebbe felici. Non vi arrendete mai. Quando cadete, non continuate a scavare verso il basso. Toccare il fondo del barile, diventa una dipendenza. In quest'ultimo anno credo di aver imparato sostanzialmente una cosa. Niente è impossibile, davvero. Perdonate il luogo comune. Trito e ritrito.
Un bacio, Lia
Ce la fai se continui con questo spirito... persevera per arrivare ai tuoi obbiettivi!
RispondiEliminaGrazie mille di essere passata! E anche dell'incoraggiamento! Speriamo bene..Ti leggo spesso, mi dai forza:)
Eliminasei stata davvero brava..ti ammiro!
RispondiEliminapurtroppo a me non va lo stesso..come dici tu..continuo a scavare..
io a ottobre voglio vederti nei tuoi jeans..
purtroppo dobbiamo sempre difenderci dagli altri..
e se ti vedono debole..è finita..
continua come stai facendo..che li farai crepare!!
ti abbraccio bella
Ti ringrazio tanto! Ti capisco sai, a volte vuoi solo vedere quando in basso puoi arrivare. E allora non conta più niente. Vorresti essere salvata, ma non del tutto. Rimane quella parte che grida e che ti trascina verso il miserabile. Verso il buio. In certi momenti non è poi così attraente la luce. Ma io credo in voi. Siamo tutte dannatamente forti dentro. Forti per difenderci, forti per attaccare. Il fallimento non è l'unica via. Ti leggo, anche per vivere scavando è necessario essere una grande persona, un abbraccio!
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