Lettori fissi

lunedì 19 novembre 2012

Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla.

Un tempo, di questo periodo, cominciavo a sentire le farfalle nello stomaco. L'aria fredda profumava di neve, il cielo era di uno squisito candore, l'odore delle caldarroste che invadeva le stradine illuminate a festa di questa piccola città mi faceva venire l'acquolina in bocca. Tutto era frizzante. Tutto era affettuoso, familiare. L'incalzante inverno era come garanzia di felicità. Un incontenibile sorriso mi esplodeva nel cuore. Stare a casa coccolata dai miei, il rosso, le luci, il profumo di mandarini, i dolci, girare mano nella mano, ridere, mia sorella, aspettare il mio compleanno. Da fine novembre in poi era tutto una meraviglia, fino alla fine dell'anno. Era come un regalo, era come se qualcuno urlasse a perdifiato che valeva la pena di esistere, in questa vita.
Oggi è il 19 Novembre e il mondo, si sa, è un'accozzaglia di cambiamenti, è tutto un susseguirsi di evoluzioni, di eventi stonati, di rivolgimenti improvvisi, dunque, non mi sorprende che rispetto ad allora sia tutto a rovescio. Oggi è il 19 Novembre, dicevamo, e la cosa che più di tutte mi fa incazzare è scoprirmi spaventata.

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