Questione con il fidanzato chiarita. Oppure semplicemente archiviata. Saperlo parte di un mondo dal quale io stesso mi fingo lontana, è stata una lama fredda su per il cuore. Non voglio nascondergli ciò che sono, solo che nemmeno io mi rendo conto di cosa ho dentro, a volte. Mi sono sentita calpestata, umiliata. Ha forzato una porta chiusa, mi ha tolto l'aria di cui avevo bisogno per non soffocare. Mi ha tolto lo spazio necessario per dar sfogo ai pensieri che, se trattenuti, temo potrebbero mangiarmi.
Non lo odio per questo. E' difficile amare ed odiare qualcuno allo stesso tempo. Solo mi sento un po' più piccola di prima, un po' più vuota, oppure un po' meno piena, se vogliamo guardarla da una prospettiva diversa, per una volta.
L'università continua, la dieta anche. Venerdì ho il primo appuntamento di controllo con la dietologa. Ho paura. Paura di non aver ottenuto i risultati che vorrei. Paura di ricadere nelle vecchie abitudini. Paura di non arrivare. Non mi sono più pesata. Non ne ho il coraggio. Sono solo numeri, in fondo. Non voglio che mi condizionino al punto di togliermi il sorriso dalla faccia, già di prima mattina. Sono solo numeri. Non per me.
In facoltà ho rivisto una mia compagna dell'anno scorso. Era bionda, prima. Aveva il sorriso, prima. Credo fosse anche simpatica, prima. O per lo meno munita di una certa dose di spirito. Ora è sempre inespressiva. Ha i capelli tinti di un colore indefinito, scuri. Lunghi, lisci, a contornarle il viso, nascondendolo per lo più. Un viso minuto, sottile. Un viso corrucciato, in cui si legge ossessione. Ancora di più mi impressionano le sue gambe. Infinitamente sottili. Un bacino stretto stretto, avvolto da strati e strati di vestiti che, seppur piccoli, sembrano sempre troppo larghi per lei. Un sedere piccino, di quelli che non occupano nemmeno la metà di uno sgabello, in aula. Delle mani talmente grandi, rispetto al resto. Non era così, una volta. Era slanciata, atletica. Ora non sembra più lei. Ora non sembra nemmeno poter resistere alle intemperie autunnali. Lotta contro le folate di vento. Lotta contro i corpi dei suoi compagni d corso, sempre tutti di corsa, avanti e indietro in quella stanza affollata, gomito contro gomito. Non sta bene, direi. Mi rendo conto di cosa la affligga. La guardo. Cerco di entrare nella sua testa. La osservo, e nei miei pensieri serpeggia qualcosa che vorrei potesse non esistere.
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