Tormenti, idee, riflessioni, sorrisi. Frammenti di vita.
Lettori fissi
domenica 12 giugno 2016
Chi non muore si rivede (quasi sempre) e solitamente è a dieta
Ogni volta che mi viene in mente di mettermi a dieta (spesso, a dire il vero) esiste un qualche meccanismo per il quale comincio a sentirmi in colpa. Come se mettermi a dieta volesse dire in qualche modo ricadere nelle vecchie (brutte) abitudini. Come se perdere 2 o 3 kg potesse diventare l'inizio di una scalata al ribasso o di una discesa inarrestabile verso l'abisso dei disordini alimentari. In parte forse potrebbe potenzialmente essere così, d'altro canto mi dico che se così fosse sarebbe piuttosto triste. Non che questo genere di disturbo siano qualcosa di volontario o comunque colpevole, il punto è che ogni tanto bisogna anche dimostrare a se stesse i progressi fatti. C'è stata un'evoluzione, oppure no? Non scrivo da quasi due anni su questo blog. Avevo smesso per allontanarmi in qualche modo da una parte di me che cominciavo a sentire inappropriata al mio nuovo essere. Una me che in qualche forma però, da qualche parte nel mio corpo, nascosta tra un pensiero e l'altro, continua ad esistere. Respira la mia stessa aria, il suo cuore batte con il mio. Ed è ingiusto fingere non sia mai esistita, è ingiusto non darle una dignità. Credo in questi anni di aver raggiunto una certa consapevolezza di me. E quella Lei preoccupata del suo aspetto, del giudizio degli altri, del cibo, del peso, del peso del cibo, dei calcoli, quella che trova così difficile accettarsi ed apprezzarsi in modo completo, la Mia Lei, credo mi terrà sempre compagnia. Quel che è diverso, ad oggi, è che non sempre andiamo d'accordo. Non sempre le do corda. Qualche volta nemmeno la sento più. Sono passati un paio d'anni dicevo, e a dire il vero qualche kg l'ho perso. Non credo che questo significhi essere ripiombata nel baratro. Insomma per lo meno non mi pare. Forse non mi piacerò ancora del tutto, ma non desidero più annullarmi. Non desidero essere il più sottile possibile, non voglio scomparire kg dopo kg, Mi accontento di quel che riesco a fare, il più delle volte. Probabilmente quello che mi ha aiutata di più a dimagrire (circa 6-7 kg) da quando ho smesso di scrivere, è stato aver smesso con le abbuffate. Non del tutto, insomma a volte ricapita. Purtroppo certe brutte abitudini sono dure a morire, rimangono una valvola di sfogo, lo strascico di una guerra sofferta, di un passato piuttosto difficile. Non sono però così violente, in genere dopo qualche episodio riesco a darmi un tono e smetterla. Il mese scorso questi episodi sono stati più numerosi, complice una perenne frustrazione riguardo alla mia situazione universitaria e sentimentale, dovrei aprire a riguardo un capitolo a parte, magari lo farò! Fatto sta che mi ritrovo di nuovo 3 o 4 kg di troppo. Ora, la mia perplessità è: posso riuscire a perdere 4 kg senza scatenare una specie di Apocalisse? Sto cominciando a fare tutta una serie di pensieri del tipo che non ce la farò mai, che finirò per non saper gestire la cosa, che non la porterò a termine,che finirò in un eccesso oppure nell'altro. Però accidenti, dovrò pur credere un po' in me stessa! Che diamine ci vorrà mai a rientrare nel mio peso forma senza esagerare? Io ci provo. Anzi ci riesco. Pensapositivopensapositivopensapositivo.
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