Tormenti, idee, riflessioni, sorrisi. Frammenti di vita.
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mercoledì 6 agosto 2014
Un'altra giornata da aggiungere alla collezione
Questa mattina visita di controllo dal dietologo. Come mi aspettavo, non sono riuscita ad evitare quel kg e mezzo in più sulla bilancia. Siamo dunque giunti al fatidico 65,2 (ricordiamo il mio invidiabile metro e 69 di altezza). Nonostante questo lui è stato molto gentile e comprensivo, mi ha sorriso. Ha detto che l'importante è che io piano piano continui nel mio percorso e che trovi l'equilibrio, che impari a mangiare in modo da non ritrovarmi sempre al punto di partenza. Sagge parole, peccato che sia tremendamente difficile mantenere la rotta, per me. Mi ha consegnato la nuova dieta del mese. La mia intenzione è quella di seguirla il più fedelmente possibile. Chiaramente questo agosto (come ogni altro) si sta trasformando nel mio peggiore incubo, conto almeno 5 cene da qui a fine mese. Però insomma, forse con un po' di palestra e qualche giornata disintossicante dopo i grandi eventi posso cercare di non fare troppi danni. Che poi il problema non sarebbero nemmeno gli eventi sociali, se solo io fossi una persona normale. Oggi mia mamma mi ha detto che non è mica detto che io alle cene mi debba ingozzare, posso anche mangiare come una persona normale, declinare qualche offerta gentilmente, essere di compagnia anche mangiando poco e niente. Mentre la ascoltavo non riuscivo nemmeno ad immaginarmi equilibrata in mezzo ad un banchetto dalle mille e una portata. Quando c'è di mezzo il cibo in dosi e qualità che non posso controllare, non riesco a gestirmi. Sono come ipnotizzata, diventa difficile darmi un tono. Ma perchè non posso essere una persona equilibrata? Perchè ogni occasione è buona per sentirmi una fallita, per pensare che sto facendo tutto nel modo sbagliato, per sentirmi fuori posto? Ovviamente questa sera, giusto per ricominciare come si deve, non ho potuto evitare di abbuffarmi. Sono nauseata, non so se più dal cibo o da me stessa. Amen.
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Non so quanto questo ti possa servire, comunque...
RispondiEliminaAnch'io sono seguita da una dietista, e dunque mangio seguendo l' "equilibrio alimentare" che mi ha prescritto. In effetti è sempre lo stesso ormai da anni, visto che si tratta di un regime alimentare di mantenimento del peso, però ovviamente prima di arrivare a questo anch'io sono passata attraverso fasi - e dunque "equilibri alimentari" - alterni. E anch'io, nei primi periodi, quelli ancora costellati di ricadute nell'anoressia, mi trovavo in difficoltà di fronte agli eventi sociali, e quindi risolvevo alla radice il problema non partecipandovi... perchè sapevo che se vi avessi preso parte, impossibilitata a seguire il mio "equilibrio alimentare" avrei inevitabilmente finito per restringere l'alimentazione come sempre facevo con l'anoressia... e, nonostante tutto, non era questo che volevo.
Adesso, col senno di poi (è pur vero che sono trascorsi circa 15 anni dall'esordio della mia anoressia...), ti dico che col tempo le cose cambiano. All'inizio è normalissimo avere delle difficoltà di fronte ad eventuali "pasti liberi"... col tempo, le difficoltà si attenuano. Non spariscono, ma impari a gestirle.
Ora come coma, personalmente non mi faccio più grossi problemi se mi capita di dover prendere parte ad un qualche evento sociale che include un pasto. Sono consapevole che, nell'occasione, restringerò l'alimentazione. Ma so anche che eventi del genere sono sporadici. Per cui, se anche restringo in quel frangente, se poi mangio sempre seguendo il mio regime, il peso comunque non ne risentirà perchè il nostro corpo (a metabolismo ripristinato) è dotato di una splendida omeostasi che minimizza ogni possibile variazione del peso indotta da alterazioni temporanee dell'alimentazione.
Non ti devi sentire un fallimento, sono situazioni che s'imparano a gestire col tempo: perciò, prenditi tutto quello che ti serve.
Perdona l'intromissione e... un abbraccio!...
Non è un'intromissione, anzi mi fa piacere il tuo commento! A dire il vero leggo spesso i tuoi post, per me il tuo punto di vista è molto interessante, soprattutto dal momento che studio medicina e mi piace il modo che hai di interpretare il tutto in chiave scientifica, essendo tu un medico. Poi mi affascina il tuo modo lucido di parlare, è bello il fatto che le tue parole siano una sorta di presa di coscienza, come il ritorno ad una razionalità necessaria. Ed è evidente l'impegno che metti in quello che fai, sia nel tuo personale percorso che nel racconto che ne fai a tutte noi, con tanto di articoli, rassicurazioni e delucidazioni. Ed è proprio vero che di impegno ce ne vuole tanto. Ora come ora vorrei riuscire ad andare avanti senza farmi troppe domande, senza pretese. Senza avere sempre un obbiettivo di fronte. Dimagrire, ingrassare, mantenere il peso, esercizio fisico, quale, come e quanto. Tutti modi per prosciugarsi le energie. Quando riesco me ne sto buona, seguendo le direttive del dietologo, cerco di entrare nell'automatismo e non pensarci troppo su, giorno dopo giorno seguo il mio schema cercando un equilibrio. Per ora il cibo in quantità e modalità che non posso controllare mi spaventa, mi butta giù, è come se un evento spiacevole interrompesse la mia routine, quella che mi tiene tranquilla, con i piedi per terra. Ho paura del prima e del dopo pasto. Di come mi sentirò, di come reagirò. Ma è vero, è come hai detto tu, piano piano si impara di nuovo a cavarsela in situazioni che prima sembravano inaccettabili. Una volta avrei a prescindere rinunciato ad ogni evento, mi sarei arrabbiata anche solo di essere stata invitata, sarebbe stata una scocciatura e basta. Ora non dico che sono del tutto felice delle sporadiche cene alle quali presenzio, ma almeno non le vivo come una condanna a morte, riesco ad essere molto più serena. Ho delle giornate buie a volte, ma devo tenere a mente i miglioramenti e pazientare finchè non andrà ancora meglio. Grazie del sostegno, ti abbraccio!
EliminaIl fatto di avere un dietologo che ti segue e che, ancor di più, ti consiglia come si deve, è già una cosa buonissima. Ascolta di più il tuo corpo, non solo la lista delle cose che dovresti mangiare.
RispondiEliminaTrovare l'equilibrio, per me, significa solamente separare cibo e emozioni, cosa che riesco a fare due giorni su sette. Tuttavia, meglio due su sette che uno su trenta, no?
L'equilibrio è un processo costante in continua evoluzione e da quel che posso leggere, con tutto l'impegno e la buona volontà che dedichi a questo fine, meriti di cuore i risultati che otterrai. Il tuo dietologo inoltre mi sembra una persona molto attenta e soprattutto rispettosa di te e dei tuoi tempi (il che è un'autentica rarità). Sono certa che dopo un paio di cene l'angoscia da ipnotismo inizierà a diminuire e con un po' di fortuna potresti persino innescare una nuova modalità di "autoconservazione" tra prima-durante-dopo il pasto, no? ;)
RispondiEliminaTi faccio i migliori auguri per un felice rientro dalle vacanze ^^
P.S. Piacere di conoscerti :)