La storia è sempre la stessa. Più mi guardo allo specchio, meno ho voglia di riconoscermi. Non posso essere la persona che vedo riflessa, non io. E non è questione di giornata nera o di non avere autostima. Semplicemente non voglio essere così, mi rifiuto. E' qualcosa di troppo prfondo il disgusto di se. E' qualcosa di talmente grande, che a volte si deve ignoralo. Altrimenti ti strazia il cuore. Ultimamente, fingo di non vedermi passare, davanti alle superfici riflettenti. Mi guardo solo con la coda dell'occhio, distrattamente, quel tanto che basta per notare un'ombra confusa, testimonianza della mia esistenza fisica. Non so che farci, non posso evitarlo. Non c'è qualcosa in particolare che non vada, è più l'insieme che mi disturba. Nulla è come vorrei, nulla mi appartiene. Mi trascino mollemente, cercando di non ascoltare le lamentele del mio corpo, accortosi anche lui che siamo ormai lontani dalle forme armoniose di un tempo. La pienezza che avverto suscita il mio disprezzo. Nella mia testa solo la voglia di tornare indietro, tornare a quando tutto era in mano mia, sotto il mio controllo. Un'immagine è il mio tormento. L'immagine di una me perfetta. Sottile, bianca, lontana. Ma con i fantasmi non si può convivere. Io ci riprovo. Mi voglio come desidero.
Credeteci, possiamo essere come vogliamo. Io ci credo. Lia
Dopo il commento che hai lasciato sul mio blog sto leggendo il tuo... E questo post mi ha colpito perché mi ci riconosco.. Io non invidio le altre ragazze magre. Non nel modo ossessivo con il quale invidio me. La vecchia me. Mi dico eri cosi, tornaci. Non sono io questa...
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